martedì 5 giugno 2012

UN ANNO FA...

camera ardente per Enzo Del Re: bandiera anarchica,
bandiera di Mola di Bari e sulla parete il documentario 
Soltanto un anno fa. Sembra tantissimo tempo. Non ho voglia di dir nulla. Soltanto che troppo poco si è fatto. E una personale promessa di cui so d'esser capace: quella di non mollare!

Bari, 6 giugno 2012

lunedì 16 aprile 2012

DOMENICA 22 APRILE 2012 A VITERBO


ALLO SPAZIO ARCI BIANCOVOLTA DI VITERBO IN VIA DELLE PIAGGE 23 ALLE ORE 21,00 SEGUITO DA INTERVENTI DEL TRIO MALÌA (LAURA ANTONINI, ANTONIO TONIETTI, RONÉ) CON MUSICHE DI ENZO DEL RE - SEGUE RECITAL SU ENZO DI ANGELO TANZI, UN ATTORE DI ORIGINI MOLESI COME ENZO DEL RE - ORGANIZZATO DA ARCI VITERBO E ANPI VITERBO - INGRESSO LIBERO CON CONTRIBUTO VOLONTARIO PER IL DOCUMENTARIO


ENZO DEL RE: O DEL LAVORARE CON LENTEZZA
E' stato il più irriverente cantastorie della scena antagonista degli anni 70, caduto nel dimenticatoio negli anni successivi e riscoperto solo in tempi recenti, complice anche il film di Guido Chiesa del 2004 che dalla sua canzone più nota, Lavorare con lentezza, prende il titolo.
Muove i primi passi, musicalmente parlando, nella Firenze degli Angeli del Fango dove conosce Antonio Infantino , cui lo legherà una collaborazione che porterà entrambi a lavorare con la compagnia Nuova Scena di Dario Fo. Successivamente Del Re entra a far parte del circuito costruito da Pino Masi e Sergio Martin dei Circoli Ottobre.
Sono di questo periodo le sue performance più radicali, esacerbate dalla scelta di accompagnarsi solo percutendo strumenti comuni ma dalla forte valenza simbolica (sedie, valigie).
La sua coerenza lo porta a chiedere come cachet l'equivalente del salario giornaliero di un metalmeccanico e di conseguenza a suonare anche per otto ore di seguito ("fino a che anche l'ultimo spettatore non se ne andava" come riferisce orgoglioso).
Successivamente si ritira nella nativa Mola, dove continua ad incidere cassette che lui stesso vende producendo anche opere monumentali come La leggenda della nascita di Mola (un cofanetto di quattro cassette per la durata complessiva di circa cinque ore).
Nel 2006 i Tetes de Bois lo vogliono al loro fianco per cantare "Lavorare con lentezza" in una tappa del loro tour "Avanti Pop".
Il 2010 è un anno d'oro per Del Re: il Il primo maggio 2010 suona a Roma, per il tradizionale concerto in Piazza San Giovanni, insieme a Vinicio Capossela; il 13 novembre 2010 viene invitato al Teatro Ariston di Sanremo al Premio Tenco.
Sempre del 2010 è il documentario di Angelo Amoroso d'Aragona "Io e la mia sedia", che contiene anche il videoclip del brano Povera gente.
Muore il 6 giugno 2011, portato via da un'insufficenza renale che curava da solo con una dieta a base di polpo o "octopus", come diceva lui.
Il giorno seguente un ragazzo dell'Arci porterà al funerale una sedia, servita ad Enzo per l'ultimo concerto, tenendola alta sul capo a mo' di bandiera. Una grandinata si abbatterà sugli amici che seguono il feretro e su quella sedia: ci piace pensare che sia stato Enzo che si è fatto un'ultima suonata.
Antonio Tonietti

venerdì 10 febbraio 2012

SEMPRE PIÙ IN ALTO L'AQUILA... #047 / #050

Dopo la proiezione al Nuovo Cinema Aquila di Roma altre quote di CROWDFUNDING sono pervenute su Pay Pal:
  • Mariangela Barbanente con 30 euro;
  • Paolo Feligioni con 20 euro;
  • Giuliana La Volpe con 20 euro.

Alla proiezione di Giovedì 9 un'altra quota:
  • Gianluca De Falco con 15 euro per una maglietta.

Grazie a tutti di cuore. Abbiamo raggiunto € 1659,69!

mercoledì 8 febbraio 2012

L'AQUILA DEL CROWDFUNDING... #042 / #46

Volava alto l'Aquila del crowdfunding... tanta era la neve e il ghiaccio ancora sui marciapiedi! Nonostante queste difficoltà i due giorni di proiezioni al Nuovo Cinema Aquila di Roma sono stati una "botta di entusiasmo e consensi". Il pubblico, poco, venuto a vederlo mi ha regalato meravigliosi sorrisi e strette di mano. Grande anche l'entusiasmo di Massimo Vattani che ogni volta nel presentare il documentario mi metteva in imbarazzo per i suoi complimenti. Il pubblico era davvero poco ma tutto partecipe ed ho raccolto anche in questo caso alcune quote di crowdfunding:
Jacopo Giurato con 15 euro;
Tatiana Lepore con 20 euro;
Giorgia Oliva con 5 euro;
Daniele Tamborrino con 30 euro;
Valentina Miglio con 15 euro.

domenica 5 febbraio 2012

CROWDFUNDING #041

Anche oggi un altro contributo di sostengo da Giuseppe Di Santo con 20 euro. Grazie!

sabato 4 febbraio 2012

MAGNIFICO... SCREEN

Oggi su SCREENWEEK la recensione di Filippo Magnifico: « Pochi conoscono Enzo Del Re e la sua musica, anche se, come spesso accade, il titolo di una sua canzone è stato e continua ad essere sulla bocca di tutti. Il motivo è semplicissimo e risale al 2004, anno in cui il regista Guido Chiesa ha girato Lavorare con lentezza, un nome che richiama un brano che negli anni ’70 è stato scelto come sigla d’apertura e chiusura della bolognese Radio Alice.

A pochissimo tempo dalla sua morte ecco che arriva un documentario, intitolato Io e la mia sedia (riferimento ad un oggetto di uso comune in grado di trasformarsi nelle mani di questo compositore un vero e proprio strumento musicale), a rendergli il giusto e doveroso omaggio. Perché Enzo Del Re è una di quelle persone che nel corso della sua vita ha condotto la sua rivoluzione silenziosa (per modo di dire), che l’ha portato a viaggiare l’Italia e non solo, collaborando con personalità del calibro di Nanni Ricordi, Dario Fo e Vinicio Capossela, che nel 2010 l’ha fatto salire sul palco del Primo Maggio, di fronte ad una folla che, nonostante fosse composta per la maggior parte da persone che non lo conoscevano, è stato in grado di conquistare in poco più di una manciata di secondi.


L’opera diretta da Angelo Amoroso D’Aragona cerca di celebrare la figura di un uomo che nella sua vita ha vissuto moltissime avventure e che è stato in grado di dimostrare che è possibile “stare al mondo senza doversi arrendere al mondo”. Nel farlo si divide tra le parole dello stesso Enzo e le testimonianze di chi l’ha conosciuto molto bene e di chi, in più di un’occasione, ha diviso la strada con lui.

Il ritratto che ne emerge è quello di una figura che sarebbe troppo riduttivo definire artista. Una personalità forte, che è stata in grado di “piegare il mondo a sé e di non farsi piegare da esso”.

Vi ricordiamo che Io e la mia sedia sarà in programmazione al Cinema Aquila di Roma. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.cinemaaquila.com.»

SI PUÒ ANCHE LASCIAR DETTO CHE LO SI VUOLE VEDERE. FATELO QUI!

venerdì 3 febbraio 2012

LUNEDÌ 6 E MARTEDÌ 7 FEBBRAIO AL NUOVO CINEMA AQUILA DI ROMA

SECONDO APPUNTAMENTO DI CONTEST - IL DOCUMENTARIO IN SALA 
CON ‘IO E LA MIA SEDIA’ ED ENZO DEL RE

Dopo la bella serata di apertura di Lunedi 30 gennaio, Contest inizia il suo naturale percorso con il secondo degli appuntamenti previsti, Lunedi 6 e Martedi 7 Febbraio in sala 3 al Nuovo Cinema Aquila. In apertura, proiezione di due inserti tratti da I Diari del Novecento: il primo interpretato da Flavio Nicolini (Diari del Deserto Rosso), il racconto di un’ avventura della mente: il grande Cinema di Michelangelo Antonioni; il secondo: Judith Malina (Paradise now! Diario 1968), il programma rivoluzionario di alcuni attori decisi a trasformare il teatro trasformando il pubblico. A seguire la proiezione del documentario di Angelo Amoroso d’Aragona, IO E LA MIA SEDIA.

Realizzare un documentario su Enzo del Re è una iniziativa coraggiosa. Enzo è l’esempio di come si possa stare al mondo senza doversi arrendere al mondo. Enzo del Re è stato uno straordinario musicista, icona positiva della scena musicale pugliese degli anni 50/60′, capace di non aver mai accettato compromessi di nessun genere e che ha preso parte alla più famosa e importante stagione di teatro politico italiano, quella di Dario Fo e Nuova Scena, ma continuando a calpestare con Antonio Infantino anche i palcoscenici milanesi di Enzo Jannacci e quelli romani del Folk Studio e negli ultimi anni partecipando ad alcuni concerti invitato dai Tetes de Bois e Vinicio Capossela. Enzo è morto il 6 giugno 2011… e non scordatevi che il giorno del suo funerale, esattamente al momento del corteo funebre, si è scatenata una delle grandini più violente che la Puglia abbia mai conosciuto!!

Programma Sala 3:
ore 20.30
Flavio Nicolini (Diario del Deserto Rosso)
Judith Malina (Paradise Now! Diario 1968)
ore 21.00
Io e la mia sedia di Angelo Amoroso d’Aragona
Italia, 2010, 63 e 30′

Contest 2012 è prodotto da Lab Novecento e Nuovo Cinema Aquila
Con il sostegno di: Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma.
Con il patrocinio di DOC.IT , AAMOD
Con la collaborazione di: Vostok Film, Filmoteca Regionale Siciliana, Minerva Pictures, Raorovideo, Felix Film, Rai Trade
Foto: “Leaf” di Sara Pettinella
Design: Valerio Bindi SCIATTOproduzie
Direzione artistica: Massimo Vattani




FINALMENTE FIAP! CROWDFUNDING PARTIGIANO #040

La Fiap Valbormida ha organizzato mesi fa, mercoledì 2 novembre 2011, una cena sociale a Savona di sostegno finanziario al mio documentario: Temevano di non riuscire a raggiungere i 200 euro e invece ne hanno raggiunto ben 500!!!
Grazie amici partigiani libertari, liberali, azionisti e socialisti di Valbormida. Enzo sarebbe stato orgoglioso di questo contributo. Spero che altri seguano il vostro esempio!

Ricopio volentieri quanto hanno scritto sulla loro pagina web:
MERCOLEDÌ 2 NOVEMBRE 2011

Materiale per Una cena da Re per Enzo Del Re, serata per finanziare il documentario di Angelo Amoroso D'Aragona

Il superuomo da “Il banditore” 1974
C'è troppa gente in giro
piena di nostalgia
che vive nel passato
e mette bombe dove vuole.
C'è troppa gente in giro
che è malata in testa
perché dentro la testa
nutre quel verme che si chiama "Io".
Prima di tutti "Io"
innanzitutto
soltanto "Io"
il superuomo e niente più.
C'è troppa gente in giro
che non sorride mai
perché se ti sorride
perde l'autorità.
C'è troppa gente in giro
che sfrutta in ogni modo
e la sopraffazione
la chiama libertà.

La F.I.A.P. Valbormida Nicola Panevino è felice di avere organizzato questa serata per rendere omaggio al cantastorie antifascista Enzo Del Re. La canzone “Il superuomo” e lo spettacolo teatrale con la compagnia Nuova Scena “La dimensione del nero” (di cui abbiamo una copia esposta grazie alla gentilezza dell’amico Ugo Tombesi) rappresentano due importanti pagine di antifascismo nella cultura italiana. Gli anni in cui vengono create queste opere sono quelli dell’eversione di estrema destra, delle bombe nelle piazze e sotto i treni che purtroppo hanno colpito anche Savona. Era chiaro, negli anni ‘70 come oggi, quanto fosse pericoloso non solo il rimpianto per il ventennio ma anche il tentativo di riproporre in versione aggiornata quel genere di autoritarismo. E’ denunciata quindi in tempo diretto la cosiddetta strategia della tensione ottenuta con atti violenti stabiliti a tavolino per giustificare reazioni autoritarie della politica e delle forze dell’ordine. Inoltre, in maniera quasi preveggente, viene criticato il modo in cui, anche in regimi democratici evoluti, vengono camuffate da libertà sopraffazioni e sfruttamenti. Ma Enzo sembra ricondurre principalmente il fascismo ad una questione personale, ad una categoria del pensiero: la tendenza a imporsi sugli altri. Non occorre solo opporsi al fascismo in sé ma al fascismo dentro di noi, a ciò che ci porta ad anteporre il nostro ego al bene comune. Ecco quindi che ci scusiamo se insieme al disinteressato impegno nel finanziamento di un documentario su Enzo che renda giustizia alla sua arte, c’è in noi l’orgoglio di chi è egoisticamente soddisfatto di partecipare ad una cosa importante. Invitiamo infine tutti a passare una bella serata e a divertirsi perché “C'è troppa gente in giro/che non sorride mai/perché se ti sorride/perde l'autorità”.


Chi era Enzo Del Re?

Enzo Del Re era un cantastorie pugliese di Mola di Bari. Trasferitosi a Firenze è tra gli angeli del fango durante l’alluvione e conosce il collega Antonio Infantino. Incide per lui le ritmiche del suo primo album e entra nella compagnia di Dario Fo. Con Nuova Scena partecipa a sei spettacoli teatrali e collabora ai rispettivi LP. Nel 1973 e nel 1974 pubblica i suoi album “Maul” (in dialetto molese dedicato al suo paese di origine) e “Il Banditore” (suo capolavoro e disco simbolo). A quel punto si ritira per decenni a Mola fino alla sua recente riscoperta dovuta principalmente al film “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa, all’esibizione al concerto del primo maggio con Vinicio Capossela e alla partecipazione al premio Tenco. Enzo è stato una delle figure più radicali della musica italiana: incideva, stampava e distribuiva i propri LP in proprio, in completa autoproduzione. Si faceva pagare a spettacolo con il minimo sindacale di un metalmeccanico e suonava gratuitamente nelle fabbriche e nelle università. Non iscritto alla SIAE non percepiva diritti d’autore nemmeno quando Radio Alice ha iniziato ad utilizzare quotidianamente la sua canzone più celebre “Lavorare con lentezza” come sigla di apertura delle trasmissioni. Non suonava strumenti propri ma sedie e valigie per protesta contro la pena di morte per sedia elettrica e la migrazione: grazie a questa scelta poteva fare a meno della costosa e ingombrante strumentazione dei suoi colleghi. Infine non utilizzava mezzi di trasporto a motore di natura privata: si recava ai concerti a piedi, in bicicletta o su mezzi pubblici. Personaggio dalla coerenza ferrea, ha anticipato con la sua critica alla modernità e alla tecnologia, alla fretta e alla fatica la filosofia della decrescita. Negli ultimi anni stanco, malato e sconsolato decide di chiedere il compenso, ben più ingente del suo, della più importante cantastorie italiana: Giovanna Marini. Per questa ragione si è esibito dal vivo solo raramente, grazie ai pochi amici e colleghi che credevano nella sua opera. Ma la sua provocazione serve più che mai a capire quanto sia assurdo e contraddittorio il mondo dello spettacolo.

Cos’è la F.I.A.P?
La F.I.A.P. Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane, nata nel 1949, raccoglie tutte le forze laiche, socialiste, liberali e libertarie. Ha come punto di riferimento principale la formazione partigiana Giustizia e Libertà, che a guerra finita aveva dato vita al Partito d’Azione. Ma vede confluire anche esponenti delle Brigate Matteotti (Partito Socialista e Partito Socialdemocratico), delle Brigate Mazzini (Partito Repubblicano e Partito Liberale), e delle formazioni anarchiche e libertarie (come la Bruzzi Malatesta). Il comune denominatore, oltre naturalmente all’antifascismo, è l’elemento libertario e antistalinista.

Gli In Vivo Veritas
In Vivo Veritas non hanno bisogno di presentazione. Sono un gruppo folk tra i più noti della provincia ma la loro musica ha ormai travalicato i confini regionali e nazionali. Il loro repertorio spazia da brani propri e canzoni della tradizione popolare, e le loro sonorità si muovono dalla pizzica alla musica irlandese. Amici della F.I.A.P. fin dalla nostra nascita hanno partecipato alla festa del primo maggio scorso a Carcare, organizzata grazie all’impegno dell’Anpi della nostra zona. Sono autori di una canzone che ci tocca particolarmente: Panevino. Il brano, che consideriamo il nostro “inno” è infatti dedicato a Nicola Panevino, il partigiano a cui abbiamo dedicato la nostra associazione. Pensiamo già con loro e con altri amici musicisti ad altri progetti: da un tributo musicale ad Enzo Del Re ad una serata con Pino Masi, cantastorie pisano, che siamo certi otterrà lo stesso entusiasmo.

Alex Raso
Le opere d’arte esposte invece sono di un altro amico che non ha bisogno di introduzioni. Alex Raso musicista, grafico, libraio e agitatore culturale è principalmente un artista. Sue sono le “America lattina” che ricordano il miglior Mario Schifano, suoi i dipinti di Enzo Del Re e Sandro Pertini realizzati grazie ad una tecnica particolare con inchiostro e lamette da barba. Sua poi l’opera in legno, eletta a nostro simbolo, che denuncia, con “humour nero”, il dramma dei campi di sterminio. Speriamo presto di poter organizzare una mostra più organica del nostro amico in cui possa emergere il lato più divertito, surreale e irriverente grazie ai suoi “giochi di parole tridimensionali” figli della tradizione che da Man Ray e Marcel Duchamp arriva in Italia fino a Pino Pascali e Alighiero Boetti tramite l’esperienza neodadista e fluxus.

Luca Bazzano e Giacomo Checcucci

giovedì 2 febbraio 2012

CROWDFUNDING #039

Sempre da Eppela tornano quanti si erano impegnati a versari. In questo caso Valentino Giovanni Colapinto di Acquaviva delle Fonti con 20 euro.

mercoledì 1 febbraio 2012

Enzo Del Re è personaggio che da solo vale un documentario...

Marco Giacinti lascia questa recensione nella sezione sotterranea della rivista web pontblank.

« Enzo Del Re è personaggio che da solo vale un documentario. È personaggio che da solo vale tutto il cantiere che lavora e intorno a lui viene eretto; da solo vale Io e la mia sedia. Nasce a Mola di Bari nel 1944, muore nello stesso luogo nel giugno dello scorso anno. Cantautore – cantastorie a voler esser rigorosi – che ha ragion d’essere solo all’interno del suo contesto storico: fuori è nulla, dentro fu seguito da un esercito passionale di pugni chiusi. Erano gli anni ’70, quelli di Lotta Continua e delle serate di Pino Masi; Enzo Del Re ogni giorno comprava tutti i quotidiani dell’area di sinistra, non tagliava mai i capelli perché la cosa “lo distingueva” dalla massa, lasciava che la sala intenta ad ascoltarlo pian piano si svuotasse lentamente, annoiata dai suoi minuziosi racconti sulle sue origini molensi. Uomo di ferrea coerenza, arriva al crepuscolo con la stessa ostinata intransigenza, disgustato dalla società che intorno a lui ha visto modellarsi sulle ceneri del sessantotto. Con le sue percussioni ha continuato ad attraversare il paese nel tentativo – che senz’altro può dirsi riuscito – di cantarne dal suo punto d’osservazione: parziale e apertamente schierato, condivisibile o meno, ma eternamente schietto. Con un utilizzo degli strumenti che pare un elogio d’arte povera – capace di coniugare tradizione e innovazione in maniera surreale – il cantore barese è caduto per lungo tempo nell’oblio della dozzinale memoria dell’opinione pubblica di questo paese, salvo tornare alla ribalta – una ribalta da lui mai inseguita – in occasione del concerto del primo maggio 2010, al fianco di Vinicio Capossela, straordinario interprete di un tempo squallidamente meno avvincente.

Angelo Amoroso d’Aragona – che con il protagonista condivide le origini pugliesi – realizza un documentario audace, che azzarda se non stilisticamente quantomeno per la tematica: personaggio ai più sconosciuto, ma che pian piano sa conquistarsi ammirazione e simpatia, nel corso di una visione che procede con forse eccessiva indolenza, basandosi eccessivamente su due/tre spunti difficilmente dimenticabili del suo protagonista, che in breve demolisce il mondo dello spettacolo con poche parole, dirette e taglienti come la sua musica. Personaggio oggi probabilmente quasi anonimo, ma chi con lui ha condiviso la scena si affretta nel correggere il tiro: “All’epoca non era fenomeno di nicchia, la gioventù degli anni settanta lo seguiva per sentirsi rappresentata”. Un documentario che avrebbe potuto – probabilmente – dar ancora più voce alla caparbietà di questo artista, rafforzando quei connotati che più d’ogni altra cosa legittimano l’esistenza di Io e la mia sedia.

Ma chi è oggi Enzo Del Re? Domanda che dentro di noi sorge spontanea mentre immagini di repertorio scorrono davanti ai nostri occhi. Domanda la cui risposta rappresenta uno dei passaggi più interessanti dell’intero lavoro: è un uomo che combatte per la sopravvivenza, ancora oggi con principi inestirpabili, che vive dall’alto della sua pensione di invalidità che di poco supera i trecento euro, che aggiunti ai sessantacinque di pensione sociale rappresentano il suo modo di tirare avanti. Ma di un lamento neanche l’ombra: “Non ho mai cantato per la pensione” – dice – “ma solo per la Rivoluzione”. Da personaggi come Enzo Del Re abbiamo sempre molto da imparare. »

martedì 31 gennaio 2012

UN TAXI PER IL DOCUMENTARIO...

Nella sezione FESTIVAL Fabio Sajeva lascia questa recensione sulla rivista web "Taxi Drivers Cinema e cultura metropolitana"

« Vi sono artisti che non finiscono sulle prime pagine della cultura, artisti veri che hanno rifiutato sempre le lusinghe provenienti dai media, artisti che hanno lavorato in strada per la gente e che se hanno fatto circolare la propria opera lo hanno fatto a proprie spese. Io e la mia sedia racconta il percorso di uno di questi. Unico nel suo genere, Enzo del Re ha unito la parola al ritmo in una forma di comunicazione primordiale dalla quale è difficile non farsi toccare. Non stiamo parlando di un virtuoso di strumenti musicali o di un funambolo della parola, ma di un uomo che ha avuto l’intuizione di comunicare in una maniera che nessuno mai aveva prima esperito. Originario di Mola di Bari, Enzo del Re è l’autore di Lavorare con lentezza, canzone che ha ispirato il regista Guido Chiesa per il titolo dell’omonimo film del 2004.
Il regista, Angelo Amoroso d’Aragona, ha giustamente sentito l’esigenza di raccontare questo singolare artista, che peraltro è venuto a mancare il 6 giugno scorso. Ciò ha reso ancora più urgente che il progetto prendesse forma concreta, ed oggi il pubblico può scoprire o riscoprire un artista capace di esibirsi con la sola voce e le mani. Questa, infatti, è la peculiarità di Enzo Del Re, che lo portò ad essere notato anche da Dario Fo, col quale mise in scena due spettacoli nell’allora appena nato teatro politico. Il primo periodo lo vide esibirsi con il fiorentino Antonio Infantino col quale si conobbe a Firenze durante l’alluvione, in quanto Enzo Del Re era uno degli “angeli del fango” che accorsero per aiutare i fiorentini. Sempre con Infantino pubblicò con Ricordi due album e poi con le Edizioni Nuova Scena. Nell’ultimo periodo della sua vita si è dedicato a raccontare la storia della sua città, Mola, e a distribuire questa sua opera con la sigla di Edizioni Enzo Del Re.
I giovani lo ricordano per il suo intervento, fortemente voluto da molti musicisti, durante la manifestazione musicale del 1° maggio a Roma nel 2010. Cantò il suo cavallo di battaglia che lo rese celebre, Lavorare con lentezza, accompagnandosi con le percussioni sulla sua sedia. Terminò l’esibizione alzando il pugno chiuso e di fronte al palco tantissimi furono i giovani che gli risposero con lo stesso gesto.
Un documentario questo di Amoroso d’Aragona che racconta l’uomo e l’artista, alternando i suoi interventi musicali ed i documenti d’epoca con la vita quotidiana, mentre spinge il suo carrello della spesa, appesantito dagli anni, ma sempre col suo berretto rosso in testa. La sua coerenza, al limite della patologia, bene viene raccontata dai compagni di avventura e la si può riassumere in una sua frase emblematica: “Ho lottato per la rivoluzione non per la pensione”. »
Fabio Sajeva

martedì 24 gennaio 2012

BUON COMPLEANNO ENZO! CROWDFUNDING #038

E insieme al contributo più alto anche quello più piccolo. Italia Ventola da Messina versa 2 euro che Pay Pal riduce a 1,58.

BUON COMPLEANNO ENZO! E GIUNGE ANCHE UN BELLISSIMO REGALO - CROWDFUNDING #037

Commovente sostegno di un fan del mio lavoro e di Enzo Del Re... nel giorno del suo compleanno. Oggi Enzo avrebbe compiuto 68 anni. Michele Giorgio ha deciso di non versare le 50 euro su cui si era impegnato su Eppela bensì 250 euro. Per una singola persona un contributo enorme! Grazie Michele!

SOSTIENICI CON UNA MAGLIETTA

Per sostenere la nostra campagna di crowdfunding abbiamo prodotto alcune magliette con le frasi di Enzo che ci ispiravano di più. Un modo anche per ricordarlo e condividere un oggetto a sua memoria. Il prezzo con cui le offriamo è una donazione per il documentario di 15 euro, che considerando i costi della maglietta è più o meno della metà. La maglietta verrà invece regalata a coloro che decidono una quota di sottoscrizione di 50 euro, insieme ad una copia del DVD.


CON 50 EURO PRENOTO IL DVD E MI INVIATE LA MAGLIETTA


Se invece hai deciso di sostenerci solo comprando la maglietta fai la tua scelta e indicaci la taglia. Il costo sarà sempre di 15,00 euro e le spese di spedizione le concorderemo in base alla occasione.


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lunedì 23 gennaio 2012

ATTIVATO IL BOTTONE PAY PAL

Sempre grazie all'Associazione Culturale TRANSTV è stato oggi attivato il bottone pay pal per sostenere il crowdfunding del documentario IO E LA MIA SEDIA. Ogni altro dettaglio lo trovi alla pagina "in vendita"...

mercoledì 18 gennaio 2012

DA EPPELA CROWDFUNDING #036

Abbiamo invitato tutti coloro che si erano impegnati su Eppela a sostenerci ora in modo diretto. La campagna su Eppela si è conclusa con un nulla di fatto e quindi nessuno di questi versamenti è stato realmente effettuato. Il primo a rispondere è stato oggi Giampiero Arpaia con 20 euro.

sabato 14 gennaio 2012

CROWDFUNDING #035 ANGELA BARBANENTE

Generoso sostegno dell'Assessore ai Beni Culturali della Regione Puglia, Angela Barbanente, con 50 euro.